mercoledì 31 maggio 2017

La "signorilità" del Presidente Trump


Se qualcuno avesse ancora dubbi sulla personalità del Presidente Trump osservando questo video può capire il personaggio.

America First? Se questi sono i metodi ....    Europa, svegliati!


sabato 20 maggio 2017

Radio Impegno: la nostra "2" trasmissione


DALLE ORE 00:00 ALLE ORE 07:00 DI MERCOLEDI' 24 MAGGIO

dall'una di notte sulla frequenza fm 97.7 di Radio Città Futura 



venerdì 19 maggio 2017

Trump, il clima e il G7 di Taormina



Come certamente saprete il Presidente Trump ritiene che non ci sia un problema climatico, che gli accordi di Parigi siano sostanzialmente sbagliati e in molti si aspettano che proprio al G7 di Taormina lui possa annunciare l'uscita degli USA dall'accordo siglato nella capitale francese nel 2015.


Sarebbe una tragedia nella tragedia perché l'uscita di una potenza come gli USA dagli accordi di Parigi non potrebbe non avere ripercussioni drammatiche sulla grave situazione in cui si trova l'intero pianeta.

Le speranze di rallentare se non fermare le emissioni di gas serra che provocano il riscaldamento della Terra sarebbero seriamente compromesse.

Per questo motivo AVAAZ, l'organizzazione internazionale non governativa impegnata su temi come i diritti umani, la corruzione, la povertà, il cambiamento climatico ha lanciato una petizione per chiedere al Presidente del G7, Gentiloni, e a tutti i Capi di Stato che saranno presenti a Taormina di resistere a Trump e di fermarlo.

Al momento dovrebbero essere già state raccolte oltre un milione di firme e si mira a raggiungere il 1.500.000. La tua firma è preziosa.



martedì 18 aprile 2017

"Sacro" e profano: si continua a spacciare paccottiglia per partecipazione




Non si confonda la democrazia diretta con la partecipazione consapevole alla determinazione delle scelte
La democrazia partecipata non è solo un click

di Paolo Gelsomini

Una nota della sindaca Virginia Raggi e dei consiglieri del M5S di Roma Capitale annuncia che dopo 23 anni dall’ultimo regolamento in materia di partecipazione popolare è stata presentata una proposta di delibera di modifica dello Statuto di Roma Capitale per introdurre nuovi strumenti di democrazia diretta: referendum propositivo, abrogativo e consultivo senza quorum, bilancio partecipativo, petizioni popolari elettroniche e consultazioni online.
Bastano questi istituti, peraltro già previsti dalla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 101 del 14 giugno 1994*,  per parlare di partecipazione polare inclusiva ai processi di trasformazione ed alla gestione dei servizi?
E’ sufficiente integrare con una piattaforma elettronica i suddetti istituti, rendendo tutto digitalizzato, per portare “i cittadini e le comunità locali a governare la città”?
L’”intelligenza collettiva del web” è espressione di consenso o di dissenso, pronunciamento, parere, voto. Perché chiamarla “intelligenza collettiva”?  E’ una sommatoria di volontà espresse con un click in perfetta solitudine e quasi sempre senza un reale e largo confronto sociale.
L’intelligenza collettiva viene dal confronto, dal conflitto dialettico, dall’ascolto, dalla trasformazione di idee e proposte maturate all’interno di veri forum partecipativi. Il web può essere solo un supporto dei forum ma non li può sostituire perché la platea elettronica è autoreferenziale e limitata socialmente e tecnicamente a gruppi di cittadini escludendone altri. 

Un  forum di partecipazione ha bisogno di un facilitatore, scelto all’interno del forum stesso, capace di gestire i conflitti e di arrivare a soluzioni possibilmente condivise o comunque ad individuare soluzioni alternative supportate da valide motivazioni da sottoporre agli organismi istituzionali in quanto soggetti decisori finali.
Spesso tra soggetti in rete ci si scambia insulti più che informazioni, affermazioni apodittiche più che idee compiute da confrontare, certezze dannose più che  salutari dubbi.
Si può stare soli dentro una cabina elettorale ed anche davanti ad un computer, ma per forme di democrazia indiretta quali quelle del voto politico o amministrativo, o per forme di democrazia diretta come i referendum (senza quorum come dice la nota della Sindaca?) e le petizioni. Non si può stare soli in un processo partecipativo.

lunedì 17 aprile 2017

LA NOSTRA 1^ VOLTA A RADIO IMPEGNO


DALLE ORE 00:00 ALLE ORE 08:00 DEL 20 APRILE 2017


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dall'una di notte sulla frequenza fm 97.7 di Radio Città Futura 


sabato 15 aprile 2017

Il crimine di Trump contro l’atmosfera

Articolo di Andrea Masullo ripreso da http://blog.rinnovabili.it/ 


Nessuno Stato può vantare un diritto di proprietà sull’atmosfera perché qualsiasi cambiamento che si provoca in essa, in qualsiasi parte del mondo, esplica i suoi effetti su tutto il pianeta in maniera difforme e neppur minimamente legata al luogo dove il cambiamento è stato effettuato. Se si tratta di gas serra che hanno effetti sul clima planetario, le conseguenze, secondo gli studi effettuati in tutti i centri di ricerca mondiali e raccolti dalle Nazioni Unite, mettono a rischio la sopravvivenza di intere popolazioni. La comunità scientifica internazionale ha affermato con minimi margini di dubbio, che se non azzeriamo prima possibile l’uso dei combustibili fossili, i cambiamenti climatici, entro la fine di questo secolo, metteranno a rischio la stessa civiltà umana, che si è sviluppata negli ultimi 11.000 anni, grazie ad una relativa stabilità climatica.

Ritirarsi da questo accordo, come annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per sfruttare qualche decennio ancora di carbone e petrolio, è un crimine contro l’umanità. L’integralismo ideologico negazionista dei risultati della scienza, per mera opportunità di parte, rende il presidente americano un cinico opportunista e costituisce un pericolo estremamente maggiore del terrorismo islamico che oggi tanto ci preoccupa, mettendo a rischio anche le generazioni future del suo stesso paese. Gli effetti sono comparabili a quelli di una guerra atomica unilaterale, che esplode al rallentatore, sviluppando le sue conseguenze catastrofiche nell’arco di alcuni decenni. Come reagire a un simile pericolo?


Le merci europee portano nel prezzo il costo dei permessi di emissioni di gas serra contingentati dal sistema di controllo europeo. In tal modo l’Unione Europea, si sta facendo carico anche del futuro dei cittadini americani, che col loro presidente intendono cogliere un vantaggio sleale mettendosi in concorrenza con le loro merci che non includono il prezzo delle emissioni. L’Europa potrebbe difendersi imponendo dei dazi proporzionali alle emissioni di gas serra causate dalle merci prodotte negli USA.

Ma più in generale, per difendere l’umanità da futuri “presidenti canaglia”, le Nazioni Unite dovrebbero dichiarare l’atmosfera un “bene comune” che va da tutti rispettato nell’interesse di tutti, ed imporre sanzioni a chi non rispetta gli impegni in tal senso.



Il famoso accordo di Parigi, firmato poco più di un anno fa da tutti i paesi del mondo, Stati Uniti compresi, impegna tutti i governi a cooperare proporzionalmente al peso della propria economia per salvare l’umanità dalla catastrofe climatica che renderà vaste aree del pianeta inabitabili, o perché sommerse dall’innalzamento dei mari, o perché desertificate, o devastate da alluvioni. In Italia, secondo le analisi più aggiornate, scompariranno i ghiacciai e al sud avremo entro la fine del secolo estati con temperature stabilmente sopra ai 40 °C. Circa un terzo della popolazione mondiale avrebbe serie difficoltà di sopravvivenza.