domenica 22 dicembre 2013

Succede nel PD di Roma Capitale [Dedicato a chi crede ancora a Babbo Natale]

Riceviamo da CARTEINREGOLA e volentieri pubblichiamo:


 Il PD vota insieme al centrodestra  un emendamento che proroga una delibera che permette di realizzare nuove edificazioni  prima di aver completato le opere di urbanizzazione, contro il parere dell'assessore alla Trasformazione Urbana Caudo. Un nuovo  schiaffo all’Assessore e al Sindaco Marino.

Sicuramente il Parlamento ha molte questioni importanti di cui occuparsi, e il Partito Democratico ancora di più, ma ogni tanto dare un’occhiata a quanto succede nell’Aula Giulio Cesare aiuterebbe molti eletti dal popolo della sinistra (con l’eccezione di quanti arrivano dall’assemblea capitolina, si intende) a capire il profondo scoramento che provano molti cittadini romani che ancora sperano in un qualche cambiamento. 

Non verso “un mondo migliore”, a cui ormai non crede più nessuno, ma almeno verso il rientro in un  minimo sistema di regole, che  facciano  di Roma una  città degna di non sfigurare davanti alle altre capitali europee.
Cambiamento che nonostante una certa dose di buona volontà del Sindaco Marino  e dei suoi assessori, continua ad essere sistematicamente boicottato da buona parte della maggioranza capitolina, che non si preoccupa neanche di salvare le apparenze. 

E noi di Carteinregola, che abbiamo presidiato per quattro mesi l’aula contro le delibere urbanistiche di Alemanno, saremo costretti a ricominciare daccapo, quantomeno come impotenti testimoni (e, per quanto ci è consentito, volenterosi megafoni) di un  degrado politico  che sembra non toccare mai il fondo.

Ultimo episodio, molto indicativo della strada imboccata dal Partito Democratico Capitolino, il 19 dicembre, quando con voto “bipartisan” un pessimo schema di Convenzione della precedente amministrazione, che l’assessore alla Trasformazione Urbana Caudo aveva chiesto di prorogare per soli 6 mesi – il tempo di finire la messa a punto del nuovo schema - è stato prorogato per  un anno. 

Così  non solo si allungano i tempi della vigenza dello Schema, che favorisce molto  gli interessi dei costruttori e  molto poco l'interesse della città e dei cittadini, ma   si prevede anche la possibilità che  il nuovo Schema, a cui da mesi sta lavorando l'assessorato, non venga approvato, nel qual caso tornerebbe automaticamente in vigore lo Schema ancora precedente, sempre varato da Corsini, con la Delibera 84/2009. E il nuovo Schema dovrà essere votato  da quegli stessi consiglieri capitolini che con 27 voti favorevoli (17 del PD, 7 del centrodestra, 3 misti) hanno approvato il prolungamento e il potenziale rinnovo del vecchio Schema. 

Ed entrando nel merito dello Schema prorogato, che era stato approvato con un “regime transitorio” nel 2011 - anche allora con un voto trasversale - basti dire che ridimensiona notevolmente, in nome della crisi edilizia, le garanzie riguardanti non soltanto la realizzazione delle opere di urbanizzazione secondarie, cioè quelle opere pubbliche (scuole, servizi, verde, parcheggi) che consentono la vivibilità di un nuovo insediamento edilizio, ma anche le stesse opere di urbanizzazione primarie (reti idriche, fognature, illuminazione pubblica, strade, aree a verde) che i privati dovrebbero realizzare prima dell’ultimazione delle costruzioni residenziali o di altre destinazioni di loro esclusivo interesse (e Roma è già piena di quartieri dormitorio dove i servizi  pubblici  “da eseguire a cura dei privati” non sono mai stati realizzati.).

Ma soprattutto è devastante il “sottotesto" della votazione: l’Assessore chiede alla sua maggioranza di non prorogare oltre sei mesi lo Schema, assicurando che il nuovo Schema, che torna a tutelare l’interesse pubblico, è praticamente pronto, e il PD vota compatto (tutti i consiglieri presenti!) un emendamento dell’opposizione che va nella direzione opposta, a favore degli interessi privati.

A Roma, ormai, a un Partito Democratico che si faccia interprete degli interessi della collettività ci crede solo chi crede ancora a Babbo Natale…

[ma questa lettera è in realtà un accorato appello a quel pezzo di PD che, come noi, vuole ancora testardamente credere che un cambiamento sia possibile - leggi l’articolo di Carteinregola e leggi i documenti con i dati degli esiti delle votazioni https://carteinregola.wordpress.com/2013/12/19/proroga-della-convenzione-corsini/ 

(CARTEINREGOLA)