lunedì 15 settembre 2014

"Linee Guida per la partecipazione" ed ... ALTRO ! (considerazioni)



Lo scorso 17 luglio i Comitati ed Associazioni che fanno parte del Laboratorio CARTEINREGOLA, hanno presentato alla Casa della Città, un documento intitolato 


 
Parliamo della partecipazione dei cittadini, tutti i cittadini interessati, sia come singoli che come appartenenti a entità organizzate, alla gestione della Cosa Pubblica.
In questa sede non vogliamo fare la cronaca dell’evento che ha visto la presenza prolungata di alcune decine di persone, gli interventi di diversi rappresentanti di comitati ed associazioni romani alla presenza del Vicesindaco Nieri ed altri rappresentanti dell’amministrazione romana. 

Qui vogliamo fare qualche considerazione di carattere generale e spiegare lo spirito e gli obiettivi di questa iniziativa. Dal punto di vista di Rinascimento di Roma che aderisce convintamente al Laboratorio di CARTEINREGOLA ma che rimane una entità autonoma e che quindi esprime le proprie idee. 

Rinascimento di Roma è una iniziativa nata appositamente per promuovere la partecipazione dei cittadini alla gestione della “Cosa Pubblica” intesa come cura del “Bene Comune”. (Leggi ns. Manifesto).
 
Le Democrazie Rappresentative in poco più di due secoli sono praticamente rimaste uguali a se stesse in tutto tranne che per un aspetto, il suffragio: ora è universale, ossia votano tutti i cittadini indipendentemente dal sesso e/o da altre caratteristiche personali. 


A questo proposito in Italia ci sono due soli limiti: non possono votare o hanno delle limitazioni le persone al di sotto di una certa età e non possono votare le persone che a seguito di condanne hanno perso i diritti civili. 
Agli inizi potevano votare solo gli uomini e nemmeno tutti: solo quelli che appartenevano a determinate categorie.

Il meccanismo della rappresentanza è sempre lo stesso, a meno dei tecnicismi che possono cambiare da nazione a nazione: sistema elettorale attraverso il quale si eleggono i rappresentanti del popolo che vanno in parlamento per legiferare. 


La società invece è cambiata enormemente ed è passata da una realtà quasi statica ad una realtà anche troppo frenetica, globalizzata e dove le informazioni viaggiano in tempo reale. 

Questo ha determinato un distacco tra cittadini e politica e quest’ultima spessissimo si è dimostrata lontana e in ritardo rispetto alle aspettative ed esigenze dei cittadini e, come vediamo anche troppo spesso, coinvolta in scandali, fenomeni di corruzione e ruberie di ogni tipo. 

Per questo in tutto il mondo si cercano e si tentano formule che riducano queste difficoltà.

Queste formule sono centrate su un maggiore coinvolgimento dei cittadini, su quella che viene chiamata “partecipazione” declinandola in modo diverso: democrazia partecipata o partecipativa, democrazia emergente, democrazia deliberativa, democrazia digitale.

Sono tutte definizioni in divenire, per le quali è difficile trovare interpretazioni univoche e consolidate.

ATTENZIONE: non sono formule e proposte, quelle basate sulla partecipazione, pensate in alternativa o come superamento della Democrazia Rappresentativa. Non siamo ancora a questo punto. La partecipazione è vista come integrazione della Democrazia Rappresentativa.

Vogliamo ribadire che la partecipazione deve vedere per protagonisti TUTTI i cittadini che vorranno farsi coinvolgere, l’uomo e la donna della strada, la gente qualsiasi, non solo le élite e le associazioni ed i comitati devono essere i catalizzatori della partecipazione svolgendo la funzione che il lievito ha per il pane. 


La partecipazione richiede e comporta tutta una serie di passaggi e metodologie per gestire le persone e gli inevitabili conflitti.

Sorgono grossi problemi di informazione e spesso anche di formazione. C’è il problema di gestire i dibattiti e i tavoli di lavoro e questo richiede la presenza di figure “professionali” specifiche: 

-      Il Facilitatore che deve saper guidare da terzo le discussioni riuscendo a far intervenire anche le persone meno preparate e più timide.
-   Il Tutor, ossia l’esperto di un dato argomento che spieghi bene tutte le implicazioni, positive o negative, di determinate soluzioni.

E’ anche necessario un salto culturale, forse dovremmo dire una rivoluzione culturale, per cambiare l’attuale atteggiamento con il quale ci confrontiamo: bisogna partire dal punto di vista che “l’altro possa aver ragione” e che quindi noi si debba modificare la nostra posizione.  Solo così il confronto, il dibattito, la partecipazione possono dare risultati positivi. 

Le “Linee guida per la partecipazione” che stiamo proponendo con CARTEINREGOLA alle associazioni, ai comitati, ai cittadini romani e alle istituzioni sono solo una bozza, un canovaccio per discutere di partecipazione e poter costruire una proposta condivisa anche con il Campidoglio e i Municipi, che faccia da riferimento e base per un futuro Regolamento della Partecipazione della Città di Roma, quello che noi abbiamo proposto nel 2013 chiamandolo Carta della Città. 

E’ una sfida difficile, complessa, che richiederà tempo ed impegno e noi stiamo lavorando per avviare, con la collaborazione ed il coinvolgimento di tutti, lo ribadiamo, questo percorso che rappresenta a nostro avviso una scelta obbligata, non eludibile, se vogliamo superare la situazione di grave crisi nella quale ci troviamo ricostruendo un rapporto di fiducia verso la politica e riportando la nostra Città ad essere degna dei vecchi appellativi che si era conquistata: 

Città Eterna e Caput Mundi.