martedì 23 dicembre 2014

A Ponte Milvio contro le mafie



Rinascimento di Roma ha aderito e partecipato  all’assemblea pubblica del XV Municipio svoltasi domenica scorsa, 21 dicembre.

Sapevamo che l’Assemblea doveva cominciare alle 17.00 e arrivando e non trovando nessuno ci siamo un poco preoccupati. Non sapevamo che l’assemblea era slittata alle 18 e per quell’ora ci siamo invece ritrovati con oltre un centinaio di cittadini che hanno dato vita ad una Assemblea viva e partecipata all’ingresso dello storicamente fatidico Ponte Milvio, sotto la torretta del Valadier.

Erano presenti anche il presidente del XV Municipio, Torquati e almeno due consiglieri: Lucia Mosiello e Alessandro Pica.


Il tema trattato da tutti gli oratori, oltre 15, ha riguardato lo stato delle cose romane a meno di due settimane dal fragore dell’inchiesta denominata, con ironico sarcasmo MafiaCapitale o Terra di Mezzo.



Il carattere popolare dell’iniziativa è stato evidenziato dalla possibilità offerta a tutti di prendere la parola e, come accennato, tutti gli interventi susseguitisi, pur con toni diversi, hanno riguardato i gravi fatti di illegalità e criminalità organizzata venuti agli onori della cronaca grazie alle indagini della Magistratura e hanno sottolineato l’inadeguatezza della classe politica, che si è avvicendata per almeno due decenni al governo della città di Roma, il carattere canceroso della corruzione cittadina, stigmatizzando il comportamento di una parte dell’opinione pubblica che troppo spesso appare distratta se non addirittura giustificativo degli eventi perchè “Così fan tutti“.



Alcuni intervenuti, auto dichiaratisi iscritti al Pd, hanno sollecitato una rigenerazione del Pd romano, invocando anche un congresso straordinario del partito stesso come essenziale percorso per uscire da una situazione politicamente in stato patologico. 


Nel nostro intervento abbiamo sostenuto la tesi che quando le mele marce sono troppe vuol dire che anche il canestro che le contiene è marcio. In altri termini non è la criminalità, il malaffare a bloccare il “sistema” ma è un “sistema degenerato” che produce opportunità di malaffare e corruzione.


Ed è confortante rilevare che anche il presidente Torquati e i consiglieri intervenuti hanno concordato su tesi e interpretazioni che avevano un essenziale e veritiero punto di forza: quello di essere pronunciate da persone prive di cadaveri nel loro armadio.