lunedì 22 giugno 2015

Se non ora, QUANDO ?




Caro Sindaco,

qui ed ora bisogna cambiare

radicalmente musica !

Non domani, o dopodomani. 

Roma non può attendere.



Chi pensa di saperla lunga ci guarda con compatimento e dice: "con questo personale politico?" 
E invoca nuove elezioni, chiedendo al Sindaco Marino, che si è insediato quando ormai la situazione era già marcia, di togliersi di mezzo. E come se i cittadini, le corporazioni, i gruppi di pressione, le lobbi non fossero altrettanto responsabili, quanto il cosiddetto potere politico, del degrado di questa città e fossero sempre in grado di scegliere il meglio. 
Siamo convinti che i responsabili del degrado, a qualsiasi livello, siano i primi a chiedere nuove elezioni. Sono sempre i peggiori che cercano capri espiatori e magari si danno parecchio da fare per additarli agli altri per ottenerne il sacrificio.
E' il sistema nel suo insieme, non solo quello politico (che pure ha grandissime responsabilità), che spinge all'illegalità, alla corruzione, all'assenza di trasparenza, alla sistematica ricerca del privilegio, alla prevaricazione, alla violenza ed infine al qualunquismo.

Siamo d'accordo con chi ha scritto su un giornale nazionale che è inutile continuare a cambiare i fornai se la farina è guasta.
Come si cambia la farina, come si può invertire il processo di caduta?
Chiediamo al Sindaco Marino, di cui vediamo anche noi le debolezze, ma ne vediamo anche l'estraneità, o comunque la voglia di estraneità alle pratiche marce del "Sistema", di aprire, proprio partendo dal riconoscimento dell'abisso nel quale siamo da tempo precipitati, di aprire una fase nuova a Roma.
Di aprire un processo di partecipazione dei cittadini alle decisioni riguardanti la città, con procedure, sedi, regole nuove, che permetta a tutti (ceto politico, pubblica amministrazione, cittadini singoli e organizzati) di "crescere", prendendosi delle responsabilità e controllando quotidianamente l'esercizio del potere politico/ amministrativo.
                                                                 Se non ora, quando?


Lanfranco Scalfenzi