giovedì 29 ottobre 2015

SIAMO CITTADINI DELLA REPUBBLICA ITALIANA O SUDDITI DI RENZI E ORFINI?



Apriamo questo post con un preciso commento:

 BENE IL RITIR0 DELLE DIMISSIONI E IL DIBATTITO IN AULA

Marino è diventato Sindaco di Roma perché LO HANNO VOTATO OLTRE 600.000 CITTADINI su proposta del PD, di quel PD che ora lo vuole dimettere “perché non ci sarebbero più le condizioni politiche”, senza precisare di quali condizioni si tratti, e perché si sarebbe rotto il rapporto tra il Sindaco e la città. Così affermano Renzi e Orfini.


Per la precisione i voti di Marino sono stati 664.445 mentre i voti degli attuali 19 Consiglieri del PD sono stati complessivamente 70.435 e ora i Consiglieri dovranno precisare perché con soli 70.435 voti ritengono di dover licenziare Ignazio Marino, se faranno questa scelta.

I Consiglieri del PD devono assumersi le loro proprie responsabilità e dichiarare esplicitamente come votano e le ragioni del voto in una Assemblea pubblica di fronte ai cittadini di Roma.

Inoltre non è corretto che il commissario Orfini possa avere ottenuto, promettendo la ricandidatura ai Consiglieri come è stato detto, l’impegno a dimettere il Sindaco sfiduciandolo o dimettendosi a loro volta. Questo sarebbe un abuso che interferisce con le responsabilità dei Consiglieri.

Il Sindaco di Roma, votato dai cittadini di Roma, non può essere dimesso per decisione del Presidente/ Segretario Renzi che lo fa da lontano, mandando avanti il Presidente/ Commissario Orfini. 

Tutto ciò premesso desideriamo approfondire la tragedia cittadina:

Roma si trova in una situazione di crisi gravissima, crisi che viene da lontano, molto lontano e coinvolge più legislature e Sindaci della capitale. 

Partiamo dalla Gestione Commissariale del debito pregresso di Roma istituita con l’art. 78 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Siamo praticamente agli inizi dell’amministrazione Alemanno, proclamato Sindaco il 28/04/2008.

Tale debito pregresso è stato quantificato dal commissario in 22,4 MILIARDI DI EURO pari a oltre 43 mila – 43.000 – miliardi di lire. Con riferimento alla data possiamo quindi affermare con certezza che questo è il debito lasciato ad Alemanno dai Sindaci precedenti.

Stante il fatto che la gestione Alemanno è stata valutata C-A-T-A-S-T-R-O-F-I-C-A, pur in assenza di valutazioni ufficiali, dobbiamo ritenere che nel giugno del 2013 quando Ignazio Marino è diventato Sindaco di Roma abbia trovato sotto il profilo debitorio una situazione ancora più grave. 

Alla situazione finanziaria gravissima, casse vuote, dobbiamo aggiungere che la città era praticamente sinistrata sotto ogni punto di vista: servizi socio-sanitari insufficienti, trasporti pubblici e mobilità paralizzati, edilizia e urbanistica fuori controllo, strade dissestate e piene di buche, cura del verde pubblico e decoro urbano inesistenti, gestione dei rifiuti e pulizia della città a livello di terzo mondo, Pubblica Amministrazione, taciamo per carità di patria. 

Non deve sfuggire al lettore che per avere una situazione cittadina come quella descritta è che ognuno ha sotto gli occhi è stata spesa una cifra astronomica che calcoliamo prudentemente vicina ai 40/50 miliardi di Euro pari a oltre 80mila – 80.000 – miliardi delle vecchie lire. Alle passività dobbiamo sommare, aggiungere, quanto il Comune aveva in cassa per le tasse pagate dai cittadini che, come scritto, valutiamo prudentemente in almeno 20/30 miliardi di Euro.

Bene, in questa situazione, pur con le critiche, gli errori ed i limiti che si possono addossare a Marino, non riusciamo a capire l’accanimento inusitato con il quale e stato attaccato e continua ad essere attaccato. E' un accanimento sospetto.

Speriamo che il dibattito in aula chiarisca le posizioni di tutti, soprattutto del PD che francamente appare privo di iniziativa, confuso, lontano dai suoi pochi iscritti e dai cittadini..

Ribadiamo: i cittadini hanno DIRITTO di conoscere in modo trasparente e nel rispetto delle leggi chi fa che cosa e, soprattutto il perché.

Il PD ci deve dire quali sono le condizioni politiche che sarebbero venute a mancare e che giustificherebbero la fine della Sindacatura.

Chiediamo ai Consiglieri del PD di non fare il gioco delle tre carte e di chiarire in modo trasparente ed esaustivo le ragioni che motivano le scelte che stanno per fare.