mercoledì 17 gennaio 2018

Campagna Elettorale, cominciamo bene: la razza bianca è a rischio di estinzione!


Dopo che il Presidente ha sciolto le Camere ed è stata fissata la data delle prossime elezioni, il 4 marzo 2018, è cominciato il grande gioco della campagna elettorale.

Queste saranno le prime elezioni che non prevedano forme di finanziamento pubblico dei costi elettorali e le casse dei partiti risulterebbero vuote. Ma la nuova legge elettorale, con il ritorno del collegio uninominale, determina la necessità per i candidati di farsi pubblicità con manifesti, comizi, convegni, ecc., ecc. che costano. 
Chi pagherà?

In attesa di dare una risposta a questa domanda qualcuno ha calcolato che i vari contendenti hanno già fatto promesse per oltre 200 miliardi di Euro e, come avrete ascoltato, stanno scontrandosi sui temi più vari come, ad esempio, il problema delle vaccinazioni, l'abolizione del Jobs Act, l'aumento delle pensioni, con una virulenza che determina solo confusione.

Purtroppo da qui al 4 marzo ne sentiremo e ne vedremo di tutti i colori.

In questa sede, per il momento, vogliamo dire qualche cosa sulla dichiarazione sulla razza fatta dal candidato alla presidenza della regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha affermato  che "la razza bianca è a rischio" per l'invasione dei migranti.

Il Fontana, per difendersi dalle polemiche suscitate dalla sua dichiarazione, ha chiamato in causa anche la nostra Costituzione che all'articolo 3 parla di razza, affermando appunto che è la Costituzione la prima a dire che esistono le razze.


Francamente affrontare il grave problema dei migranti nei termini con cui l'affronta Attilio Fontana mi sembra molto grave e pericoloso, direi criminale, perché suscita solo angoscia e paura, esasperando una situazione sicuramente molto complessa, difficile e con risvolti tragici. Un tipico approccio populista che parla alla "pancia" degli elettori.

 


                          ASCOLTARE PER CREDERE





Tornando alla Costituzione riportiamo quanto trovato su Internet a proposito della razza e dell'articolo 3.

Sul termine “razza” ci fu una discussione nella seduta del 24 marzo 1947 perché Mario Cingolani per la Dc avrebbe voluto sostituirla con la parola “stirpe”, considerata più neutra.
Cingolani però ritirò l’emendamento dopo aver ascoltato le argomentazioni di Renzo Laconi e del Presidente della Commissione dei 75, Meuccio Ruini:

Laconi:

“Noi non possiamo accettare questa proposta, che è già stata presa in esame da tutti coloro che hanno presentato l’emendamento, sia da parte democristiana che da parte nostra. Non possiamo accettarla, perché in questa parte dell’articolo vi è un preciso riferimento a qualche cosa che è realmente accaduto in Italia, al fatto cioè che determinati principî razziali sono stati impiegati come strumento di politica ed hanno fornito un criterio di discriminazione degli italiani, in differenti categorie di reprobi e di eletti.

Per questa ragione, e cioè per il fatto che questo richiamo alla razza costituisce un richiamo ad un fatto storico realmente avvenuto e che noi vogliamo condannare, oggi in Italia, riteniamo che la parola «razza» debba essere mantenuta. Il fatto che si mantenga questo termine per negare il concetto che vi è legato, e affermare l’eguaglianza assoluta di tutti i cittadini, mi pare sia positivo e non negativo.”

Ruini:

“Comprendo che vi sia chi desideri liberarsi da questa parola maledetta, da questo razzismo che sembra una postuma persecuzione verbale; ma è proprio per reagire a quanto è avvenuto nei regimi nazifascisti, per negare nettamente ogni diseguaglianza che si leghi in qualche modo alla razza ed alle funeste teoriche fabbricate al riguardo, è per questo che — anche con significato di contingenza storica — vogliamo affermare la parità umana e civile delle razze."




Concludiamo questo post proponendo un video e due aforismi che ci sembrano giuste risposte al Signor Fontana. Ma non crediamo che le capirà.





 

"Conosco una sola razza
quella umana"

"La mente è come un paracadute,
funziona solo se si apre"


emmeci