martedì 16 aprile 2019

Domenico (Mimmo) Lucano

Le ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto Mimmo Lucano ci hanno sorpreso, amareggiato, avvilito e ci hanno spinto a scrivergli una lettera personale di vicinanza e solidarietà.

Riflettendo sulla gravità ed importanza di questi fatti abbiamo pensato di trasformare questa lettera personale in una lettera aperta e di pubblicarla sui nostri blog ed anche su Change.org perché tutti coloro che la condividono possano firmarla e farla propria.

Link per sottoscrivere la lettera: http://chng.it/Twvr5cZgmd



SOLIDARIETA’ PER MIMMO LUCANO
Lettera aperta all’ex Sindaco di Riace


Caro Mimmo,

ho sperato scioccamente che tu continuassi a fare il Sindaco, in barba a provvedimenti di cui non vedevo la ragione. 
Osservavo da lontano la tua consueta generosità, la tua capacità di resistere al malanimo dei tanti cinici che crescono come funghi in questi tempi sciagurati, ad ogni attacco, non solo della criminalità organizzata, dei fomentatori di paure e di rancore, ma anche di coloro che avrebbero dovuto difenderti e assisterti: mi riferisco agli organi dello Stato. 

L'ho sperato d'istinto, senza riflettere, perché credevo alla lezione che ci stavi dando da quel paesetto sperduto della Calabria: una preziosa esperienza di integrazione e fratellanza tra persone di diversa estrazione: disperati in fuga dalle guerre, dalle carestie, dalla fame, e gli ultimi del nostro Sud. Un'esperienza di rigenerazione delle trame relazionali in un territorio del Sud, che si era andato col tempo spopolando a causa della nostra emigrazione, la nostra piaga fino a qualche decennio fa, prima che passassimo il testimone ad altre genti. Eri diventato un punto di riferimento in tutto il mondo: il tuo esperimento funzionava. 
Non come un orologio svizzero, lo sai anche tu, ma funzionava. 

Il mondo se n'era accorto prima di me.

Qui da noi le cose vanno sempre in questo modo. Se c'è qualcosa di positivo che ci riguarda, che possa essere d'esempio, rimane nascosto a lungo, a meno che non intervenga la magistratura a interromperlo, o qualche esimio burocrate: gente che di solito non si distingue, salvo lodevoli eccezioni, a volte anche eroiche, per un'interpretazione sensata della propria funzione. 

Ricordo l'esperimento di Don Milani, a Barbiana, circa cinquant'anni fa. Era stato esiliato tra i boschi, sull'appennino toscano, da gerarchie cattoliche sorde e cieche, tra persone abituate da secoli solo a faticare per sopravvivere, e ne aveva fatto l'occasione per il rinnovamento della Scuola nazionale. In più, con la lettera aperta ai cappellani militari, scritta con i suoi alunni, “l'obbedienza non è più una virtù”, diede inizio alla lotta per il “servizio civile”.
Anche lui subì molte ingiurie ed un processo, mentre un tumore se lo stava già portando via. Ed anche lì c'era di mezzo uno Stato retrogrado, custode delle peggiori tradizioni e dei vecchi equilibri sociali, con la complicità di un'opinione pubblica distratta, quando non apertamente ostile.

Ha vinto lui, alla fine. E vincerai anche tu, cioè le tue civilissime idee e la tua passione nel realizzarle. 

Ho cominciato la lettera con il verbo sperare, ed era un'apertura autocritica la mia. Si, perché imprese come la tua dividono, sollevano vespai polemici, ed hanno bisogno sempre di essere difese in ogni luogo, non di semplici speranze. Ora che sei ancora sotto scacco, che sei inquisito e stai andando sotto processo, ora che sei stato sospeso (da diversi mesi in realtà) dalla carica di Sindaco e sei costretto a vagare fuori dal tuo Comune, come se fossi un delinquente della mafia (ma c'è ora una disposizione della Cassazione tendente a far revocare quel provvedimento) ora, dicevo, in qualche modo cerco di compromettermi, e chiedo anche ad altri tranquilli cittadini di farlo. 
Non si può stare sempre a guardare, magari auspicando il meglio per tutti: non basta. Soprattutto quando, come ci spiega una meravigliosa ragazzina svedese di nome Greta riferendosi ad altri problemi che ha l'umanità tutta insieme, “la nostra casa è in fiamme”.

È una questione di civiltà, di concreto lavoro per crescere come cittadini, perché l'umanità cammini favorendo l'integrazione tra persone diverse, culture diverse, difendendo la pace in Europa e nel mondo. Forse anche Stoccolma, dove si decide un premio annuale per la Pace, dovrebbe venirne a conoscenza, e fare una urgente riflessione, senza attendere delle burocratiche segnalazioni.

Ma, caro Lucano, vorrei che finalmente tu confessassi i tuoi crimini.
Non importa se la Cassazione ti ha già prosciolto dai primi capi d'imputazione, dopo che lo stesso GIP aveva già in parte demolito il castelletto di accuse della Procura di Locri (Locri, attenzione, il luogo più 'ndranghetista d'Italia - è lì che si indaga e si processa un Sindaco che ha impedito fino allo spasimo, rischiando di persona, che la 'ndrangheta prevalesse nel suo Comune – perché?), Stranamente la stessa Procura ora decide, con una procedura che non riesco a comprendere  (qualcuno, per favore, mi illumini) di ricorrere a nuove imputazioni, e di portarti a processo nel mese di giugno (dopo le europee vero?).

Tutto molto oscuro: i latini parlavano di fronte a casi come questi di “fumus persecutionis”, e si chiedevano sempre dove volesse andare a parare chi perseguitava altri da una posizione di potere, ma io certo non mi azzardo a usare questa espressione, non me la sento proprio di fare della dietrologia, anche se la mia pazienza ormai si è sciolta.

Mi chiedo, e chiedo anche a te, ma vorrei chiederlo anche a questi magistrati, come vorrei chiederlo a chi in qualche modo li governa: se per ipotesi capitasse, come penso, che tu, insieme ai tuoi collaboratori, venissi definitivamente assolto dopo tanto accanimento, chi ti risarcirebbe del dolore, delle notti insonni, della distruzione della tua reputazione, chi risarcirebbe quel laboratorio sociale e culturale che impegnava tanti disperati rinfrancati da una vita finalmente dignitosa che tu gli offrivi? Non è una domanda da poco: altre vite in passato, ed anche recentemente, sono state distrutte per errore. Si dice che nel nostro ordinamento c'è l'obbligatorietà dell'azione penale, e va bene. Ma mi piacerebbe sapere come si sceglie, con che logica, quale fascicolo aprire di fronte alla miriade di “notitiae criminis” che in buona parte rimangono inevase per mancanza di tempo e di personale. E mi piacerebbe sapere chi paga, e come, per dei possibili errori giudiziari, per eventuali inaccettabili forzature, già a partire dalla scelta dell'incriminazione.

In questa nostra società ognuno deve avere l'obbligo di essere responsabile di quello che fa, non possono esserci zone franche. Ed i singoli magistrati? E gli alti burocrati che si nascondono dietro le alte scrivanie, che obbediscono forse a disposizioni forzate? Ti basterebbe, Mimmo, dopo il “crucifige”, un “ci scusi per il disturbo”?
E le vite distrutte, e il dolore di tanta gente, e la vergogna che si trasmette anche ai famigliari? Chi paga, e come si fanno i conti dei danni, quando c'è di mezzo la dignità? Non ti sembra civile chiederselo, visto che da qualche tempo non abitiamo nelle caverne?

Dai Lucano, confessa i tuoi crimini.

Dillo finalmente che tu eri convinto di essere in un Paese civile, ricco di umanità, non in un mondo di questurini, di legulei, di paurosi e rancorosi oltre i limiti psichiatrici, manipolabili dal primo bulletto che si presenta alle elezioni, forza un poco la tua natura pacifica, gridalo come quel quadro di Munch, l’Urlo, che tutti conosciamo, facciamo insieme un coro rumoroso che si senta anche nelle spelonche dei ladri di vita altrui, e nelle sfere celesti.

Buona fede, difesa delle dignità umana, fratenità e ingenuità, questi sono i tuoi crimini, Lucano. Vorrei tanto che diventassero quelli di tutti, a partire da un'intera generazione, la mia, che voleva cambiare il mondo ed ha solo cambiato vestito.

Un abbraccio.

Lanfranco Scalvenzi e Maurizio Colace 


 
Link per sottoscrivere la lettera: http://chng.it/Twvr5cZgmd

martedì 2 aprile 2019

INVITO APERTO A TUTTI


Carissime e Issimi,
questo è un invito SPECIALE per un evento che speriamo SPECIALE: dipenderà soprattutto da voi, dipenderà dalla vostra partecipazione.

Una bella canzone di Gaber recita ".... la libertà è partecipazione", e il titolo del nostro evento è

La Libertà è Partecipazione ...

... musica, poesia, storie, esperienze  

L'evento vuole essere un momento di incontro tra persone positive, anche del mondo associazionistico e del volontariato che vogliono reagire alla situazione attuale, per stare insieme, conoscersi meglio o rincontrarsi per rafforzare il proprio impegno in un momento difficile.

Vi aspettiamo al Teatro della Musica e della Poesia l'ARCILIUTO

Domenica 7 aprile, Piazza Montevecchio 5, Roma (P.za Navona - vedi mappa allegata)
Ore 17:00 / 20:00 - 20:30 - Il pomeriggio si concluderà con un AperiCena
E' NECESSARIO CONFERMARE, I POSTI SONO LIMITATI  
( 348 2237577 - info@rinascimentodiroma.it )

domenica 24 marzo 2019

Un pomeriggio a GROTTA PERFETTA per parlare di come RAFFORZARE LA DEMOCRAZIA: sala piena!




Si era in tanti Giovedì 14 marzo, dalle ore 17,00 fino a sera, per uno degli appuntamenti chiamati “Pomeriggi del caffè”, organizzato dal CdQ Grotta Perfetta, in collaborazione col MoVI - Movimento di Volontariato Italiano, nella sede in Via Rigamonti 10, presso la Scuola Carlo Alberto Dalla Chiesa.

L'argomento: 


                         COME RAFFORZARE LA DEMOCRAZIA
                             Come deliberare insieme, Amministratori e Cittadini,
                                                 per una democrazia più forte,
                                               più rapida, più rappresentativa,


è di pressante attualità in tutto l'Occidente, ma soprattutto a Roma, sommersa da mille problemi, che vanno dai trasporti, ai rifiuti, fino alla percorribilità delle strade, per citarne solo alcuni per ragioni di spazio, e gli amministratori sembrano chiusi nei loro uffici, indecisi su tutto, inaccessibili ai cittadini di buona volontà, che sarebbero disposti a dare più di una mano, perché la città è di chi vi abita, non degli amministratori pro tempore. I cittadini sono tagliati fuori e i problemi si aggravano con il rischio reale che diventino irrecuperabili.

Il relatore, Maurizio Colace del comitato “Rinascimento di Roma”, munito di una gran quantità di slide, che illustravano dati sulla crisi della democrazia rappresentativa in tutto l'Occidente, e sulle esperienze di partecipazione, fatte con le procedure e gli strumenti della democrazia deliberativa, negli Stati Uniti ed in Europa (compresa l'Italia), ha dimostrato che anche a Roma, volendo, esiste la concreta possibilità di fare qualcosa di positivo per la città. 
Ci sono peraltro proposte anche a Roma, avanzate da “Roma Partecipa” e da “Rinascimento di Roma”, che potrebbero essere sperimentate. C'è la disponibilità di una miriade di associazioni di cittadini che si muovono sui due versanti del “deliberare insieme” per decidere meglio, e del “gestire insieme i beni comuni”. Ci sono migliaia e migliaia di firme raccolte perché il Comune si dia dei regolamenti in proposito alle quali non è stata data alcuna risposta.

Non si tratta di puntare il dito contro la democrazia rappresentativa, ma di aiutarla a superare la propria crisi integrandola con la promozione di reali processi partecipativi, per avviare i quali ci sono delle proposte concrete sperimentate altrove con successo.

                                                  

Dopo la relazione di Maurizio Colace, si è sviluppata una discussione molto ampia e intensa dalla quale è emersa la disponibilità a procedere con il coinvolgimento di tutti i quartieri nella direzione di un processo necessario, e secondo noi ineluttabile.

Ben vengano altre iniziative come questa.

Lanfranco Scalvenzi